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TUTTO SU ECOBONUS E CESSIONE

Casa news 14 giugno 2018

L’Agenzia delle entrate,  con circolare del  18 maggio, ha chiarito la possibilità  della cessione del bonus. La cessione è possibile anche pe le  imprese che riqualificano i propri immobili. Chi si trova nella no-tax area, ossia ha redditi sui quali non sono dovute le imposte, può cedere il bonus anche alle banche. 

La nuova opportunità, a partire da quest’anno, riguarda tutte le tipologie di lavori che danno diritto al bonus per il risparmio energetico per le quali è necessario presentare la pratica all’Enea. Per quel che gli interventi sui singoli immobili ci sono quindi le spese con detrazione del 50% (nuovi infissi, caldaie a condensazione, schermature solari), e quelli con detrazione del 65% (pompe di calore, nuove caldaie e contabilizzatori, boiler a gas, caldaie a biomasse, coibentazione tetti e pareti).

Per gli interventi in condominio, invece, oltre ai lavori con detrazione al 50% e 65%, prevista anche le aliquote del  70% e del 75% se si riduce la classe energetica dell’immobile, per arrivare all’85% nel caso in cui si tratti di interventi di risparmio energetico e messa in sicurezza dal rischio sismico.

In pratica con la cessione del credito una volta pagati i lavori, e trovato che accetta il credito, si può ottenere tutto in una volta sola l’ammontare del bonus che altrimenti si sarebbe potuto ottenere “a rate”, scalando l’importo dalla tasse anno per anno.

L’operazione è a largo raggio, per cui interessa tutti i contribuenti a partire da chi non ha capienza nell’Irpef per usufruire del bonus, e chi si trova nella no tax area (ossia dipendenti e pensionati con redditi fino a 8.000 euro e autonomi con redditi fino a 4.800) per cui non paga imposte. Quanto ai soggetti ai quali si può cedere il credito, con la circolare del 18 maggio l’Agenzia ha precisato si tratta dei fornitori che hanno effettuato l’intervento, ma anche di Energy service companies (le cosiddette “Esco”, ovvero società che effettuano interventi per l’efficientamento energetico, accettando un rischio finanziario) e le Società di servizi energetici (Sse) che offrono servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione degli interventi di risparmio energetico.

Inoltre il credito può essere ceduto ad altri soggetti privati, ad esempio lavoratori autonomi e imprese purché si tratti di soggetti comunque collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione, o con gli immobili  interessati (ad esempio altri condomini), ma non a soggetti del tutto estranei ai lavori. Chi accetta può a sua volta cedere il bonus ad altri, ma, precisa la circolare, l’ulteriore cessione può avvenire una sola volta.

I contribuenti che si trovano nella no tax area, come detto, possono cedere il credito anche alle banche e agli altri intermediari finanziari. La circolare non pone limiti da questo punto di vista, ma, ovviamente, non c’è nessun obbligo per le banche di accettare l’operazione. Si stanno invece attrezzando per usufruire della nuova opportunità le imprese che operano nel settore energetico ad ampio raggio, come le Esco e le Sse.

 

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